Video: Come sono le prestazioni di un SSD SATA 3 su un vecchio PC con SATA 2



Le più apprezzate SSD su https://amzn.to/3ojvILz Volendo un aggiornamento sugli ultimi avvenimenti del paesino bassomolisano nel Sud-Est Italia, sono andato all'ufficio postale, piuttosto che usare i servizi on line. Purtroppo non essendo il giorno di erogazione delle pensioni era praticamente deserto; dunque mancando la massa critica minima per una buona rielaborazione delle notizie, in grado di generare i gustosi i pettegolezzi, non ho potuto fare altro che sbrigare i servizi, impiegando un tempo totale di circa due minuti che con mio sommo stupore è esattamente il tempo che impiego per avviare il mio vecchio pc. Ciò mi ha fatto riflettere sul fatto che se il progresso tecnologico garantisca comodità e risparmio di tempo in modo costante oppure è tutto destinato ad un decadimento esponenziale più o meno programmato. Certamente mantenere l'usabilità di un apparato tecnologico, almeno per le esigenze quotidiane, non è un affare profittevole come quello che promette di mantenerci eterni aitanti ventenni col solo uso di estratto di stronzate a 59,99 euro anziché i 599, ma solo per oggi; quindi da buon utente medio mi sono buttato su Google alla ricerca di fonti che rafforzassero le mie inossidabili convinzioni da oltranzista del fai da te, incappando nel buon Salvatore Aralazolla, il designato esperto informatico italiano dall'infallibile algoritmo di Google che dopo avermi fatto leggere dieci pagine di premesse confezionate ad arte dal ghostwriter di turno per compiacere l'intelligenza artificiale di Google, mi dice di sostituire il mio disco rigido meccanico con un equivalente allo stato solido. Bene, mica Google e Salvatore dicano fesserie? Fiducioso, dopo una rapida occhiata sui prezzi, individuo un Samsung SSD da 500 GB a circa 70 euro che superano abbondantemente il valore del vecchio pc assemblato circa dieci anni fa e del quale sapevo benissimo il collo di bottiglia creato dagli hard disk meccani seppure in configurazione Raid 1 che oltre a garantire una conservazione dei dati in caso di guasto di un hard disk, garantisce anche prestazioni quasi doppie rispetto al singolo hard disk. Nel frattempo ho farcito il pc anche con altri hard disk, riciclati da vari pc fissi e portatili; quindi ne approfitto per verificare le differenti prestazioni con conseguente impatto su tutto il sistema operativo ed i vari software. La scheda madre in uso supporta interfaccie: SATA 2, PATA ed USB 2, mentre l'SSD è SATA 3, ma retrocompatibile con SATA 2. Il sistema operativo installato è Fedora. una delle Distribuzioni Linux più apprezzate, ma avendolo usato intensamente ed in modo spericolato per vari anni, decido di fare una nuova installazione e di trasformare uno degli hard disk in un disco di archiviazione esterno, utilizzando un case esterno con adattatore USB 2 da circa 6 euro, acquistato dal primo magazzino cinese incrociato per strada. Essendo il disco utilizzato di un vecchissimo portatile, un'interfaccia USB 2 è sufficiente per l'uso che ne intendo fare. Fosse stato un SATA 3 sarebbe stato opportuno abbinarlo ad un adattatore USB 3, per non perdere prestazioni. In tal modo potrò agevolmente spostare i file da archiviare, qualora non si avesse questa esigenza basterà clonare il vecchio hard disk con uno dei tanti software di clonazione disponibili anche gratuitamente e spesso forniti dagli stessi produttori, con il nuovo SSD e rimpiazzarlo. Utilizzando uno dei vari software che misurano le performance dei dispositivi di archiviazione salta subito all'occhio il divario delle prestazioni soprattutto per quanto riguarda la gestione della scrittura e della lettura casuale dei file di piccole dimensioni che sono quelli che più impattano sulle performance di avvio ed esecuzione di quasi tutti i software; infatti non avendo parti meccaniche in movimento, hanno latenze bassissime, che consentono di arrivare fino a 500.000 operazioni di input ed output al secondo contro le massimo 1000 operazioni al secondo dei dischi rigidi di meccanici. Perdipiù hanno meno probabilità di rompersi, sono più silenziosi, consumano meno e sono più leggeri. Nonostante tutti questi pregi è opportuno scegliere degli SSD di qualità con integrata della memoria DRAM ed un ciclo di vita garantito dal produttore indicato in terabyte scritti di solito 200-600 terabyte di scrittura, tenendo conto che un utente medio ne consuma circa 15 l'anno. Pertanto anche nel caso in cui si usi un SSD SATA 3 su un interfaccia SATA 2, seppur non sfruttando al massimo la banda si riesce a rendere 5-10 volte più veloce un pc, in quelle situazioni in cui la potenza di calcolo non costituisce il collo di bottiglia, come è possibile evincere dalle seguenti comparazioni di avvio del sistema e di vari software di uso comune, su una configurazione Raid 1 con dischi meccanici ed una con memorie di massa allo stato solido. Se non l'hai già fatto: commenta, condividi, metti mi piace ed iscriviti al canale. Grazie per il supporto. Ciao

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